Counterlungs configurations in ccr - by Marco Valenti

The discussion about the counterlungs configuration and position in the ccr is going on for long time and is a extremely interestiong matter because of the continuous improvement and development. 

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In generale per poter avere un'idea obiettiva è necessario fare un'analisi senza pregiudizi della macchina in questione, della relativa gestione pratica delle varie emergenze e soprattutto considerando principi di fisiologia e fisica che non sono opinioni.

A partire dal 1997 quando il primo ccr elettronico di successo prese piede, l'Inspiration, la posizione dei sacchi polmone vide una predominanza, almeno per quanto riguarda i numeri, della configurazione con sacchi respiratori anteriori, OTS (On The Shoulder). Questi sacchi partono dalle spalle del sub e scendono anteriormente sul torace. La corrispondenza tra polmoni del subacqueo e della macchina è in questo caso ottimale perchè speculare e con vantaggi respiratori nella maggior parte delle posizioni assunte durante l'immersione.

Con il passare degli anni nuovi progetti e macchine si sono presentate sul mercato con caratteristiche diverse, portando talvolta i sacchi polmone a passare sotto le ascelle o posteriormente con diverse soluzioni. Per mantenere lo sforzo respiratorio entro parametri accettabili sono stati fatte diverse prove e test che hanno portato spesso ad un aumento della sezione dei corrugati respiratori e ad un più accurato studio del flusso dei gas all'interno del loop.

In un ccr la scelta dei sacchi posteriori non ha dal punto di vista pratico alcun vantaggio relativamente a sicurezza, standardizzazione all'interno del team e performance respiratorie per il subacqueo. I motivi principali di questa scelta sono da ricondursi a questioni commerciali, maggior compattezza del rebreather in questione, talvolta ad una resistenza al nuoto inferiore, ma più che altro ad un più facile primo contatto tra macchina e subacqueo proveniente dal circuito aperto.

In alcuni subacquei, seppur 'tecnici', si è registrata infatti una scarsissima capacità di adattamento alla configurazione con i sacchi anteriori, cercando altre soluzioni e mettendo in secondo piano sicurezza e gestione della macchina di fronte alle emergenze soprattuto all'interno di un team. A volte le 'giustificazioni' sono state persino ricondotte a 'ridicole' questioni estetiche.

Una delle labili motivazioni della scelta per i sacchi back-mounted è da ricondurre alla gestione delle bombole di bail-out. In realtà un buon subacqueo CCR, bene addestrato e con una configurazione ottimale, non trova alcuna difficoltà anche con sacchi OTS in queste operazioni, al punto da non accorgersi delle differenze con il circuito aperto dopo alcune decine di ore di utilizzo. La DIRrebreather che può essere considerata l'agenzia che più si è concentrata nell'analisi di questioni come queste, vede ancora oggi al suo interno una netta predominanza nell'utilizzo dei sacchi anteriori soprattutto nelle immersioni profonde, per fondamentali e semplici questioni di sicurezza, gestione delle emergenze all'interno di un team e pianificazione di squadra.

L'idea di spostare i sacchi respiratori posteriormente non solo non da sempre reali vantaggi nella 'pulizia' della configurazione ma peggiora sempre sicurezza e standardizzazione dell'attrezzatura all'interno di un team.

Con sacchi posteriori può succedere che la posizione delle valvole di immisione manuale e relative connessioni generino problematiche simili ai sacchi di tipo OTS, relativamente alle bombole di bail-out, con gli ulteriori svantaggi di avere una minor facilità gestionale, perdendo il controllo visivo sulle stesse, e/o sulle valvole di sovrapressione/scarico dei sacchi polmoni e sulle performance respiratorie. Le stesse operazioni di lavaggio dei sacchi, procedura fondamentale da saper applicare in pochi secondi, risultano spesso più complesse e più lente. Un altro tipico esempio è quello di un parziale o lento ma continuo allagamento del loop. Se l'allagamento deriva da rotture dei corrugati/connessioni/sacchi respiratori nel caso del BMCL le possibilità di trovarsi acqua in bocca aumentano considerevolmente. E' comunemente accettato che più la configurazione facilita la gestione di un'emergenza meglio è.

In taluni casi, costruttori o aziende che si occupano di 'after market' hanno studiato soluzioni diverse prevedendo e/o sviluppando anche versioni back-mounted per rebreather come l'Hammerhead ed il Megalodon o OTS per rebreather come il Sentinel, lasciando la scelta all'utente.

E' nostra opinione che i sacchi back-mounted sono più una scelta commerciale che altro, adatta spesso a subacquei dalle ridotte capacità acquatica, scarsa cultura del settore dei rebreather o puramente ricreativi, stile 'la subacquea per tutti'.